domenica 10 aprile 2011

Lampedusa: Bisogno di un ragionamento preliminare


Nonostante, secondo me, siano state date delle opinioni in parte sbagliate sulla questione di Lampedusa, credo che ogni opinione possa dare un valido spunto di riflessione personale.
Preliminarmente, quando ci si accinge a parlare di queste cose, si dovrebbe ricordare che prima si espongono le varie argomentazioni, e, dopo, si sviluppano le proprie idee.
Come ho notato fra i miei coetanei, i più focosi spesso scendono in battaglia a testa bassa, senza ragionare e guardare oggettivamente la questione della Libia e dell'immigrazione, totalmente disinformati circa la situazione attuale. E' facile sentire chi dice 'Sì alla guerra!', 'No alla guerra!' senza averne mai parlato, discusso, riflettuto. Il che è spaventevole, a pensarci bene. Quindi, preliminarmente, bisognerebbe ricordare che si va parlando di situazioni complesse, da cui dipende la vita di molte persone.Poi si potrebbe dire che i giovani hanno le loro idee, ma l'idea è un qualcosa che si costruisce dopo un'analisi attenta ed elaborato, quelle che si sentono sono, di solito, delle ideologie, delle convinzioni radicate spesso mosse dalla xenofobia o dal perbenismo.
Viene da chiedersi come mai non vengono a crearsi, spontaneamente, dei piccoli gruppi di discussione di un certo livello nella realtà, o anche nei social network. Io penso che pochi abbiano avuto la possibilità (o la voglia) di confrontarsi su temi del genere, trovando dei buoni interlocutori.
Potremmo cominciare parlando della scarsa attenzione mediatica, che non ci dice che 23000 immigrati (in buona parte donne e bambini) muoiono ogni anno per i naufragi, della pochezza di certi politici che chiamano i rifugiati politici 'clandestini', e della scarsa considerazione della vita umana. Non continuo perchè sarebbe come sparare sulla croce rossa.
Le colpe più grandi forse dovremmo darle alla popolazione.

Una parte di essa non è interessata al dialogo per la xenofobia ottusa che, forse, è instirpabile in certe persone. Quando si parla di stranieri, è doveroso ricordare che buona parte delle carceri, circa l'80% è occupata da loro, che spesso e purtroppo i comuni danno loro benefici economici di cui potrebbero fare a meno, che rappresentano una spesa enorme per lo stato. E' altrettanto doveroso ricordare che si parla di persone, e non di criminali. Se una parte di loro lo diventerà, in Italia, per attitudini o per far fronte alle difficoltà della vita, non possiamo dire che tutti gli immigrati siano dei criminali, o, peggio, che non meritino di essere salvati. E' vergogno, nel ventunesimo secolo, avere della opinioni che sarebbero state ritenute accettabili solo nel Medioevo
L'altra faccia della medaglia, invece, è rappresentata dalla mentalità particolarmente Kitsch, e scusate se il termine è forte. Esistono persone che, per sradicare certi pregiudizi nascondono i dati, difendono gli immigrati a spada tratta mentendo sapendo di mentire, e perdono la concezione oggettiva della realtà. Per insegnare la Verità non si può prendere le verità che non ci piacciono, chiuderle in una scatola, mettere la scatola in uno sgabuzzino e far finta che non esistano. Eppure, certa gente esiste davvero, e io l'ho incontrata alla medie, quando una professoressa ci parlava degli immigrati nascondendo i dati, dicendo falsità e ottenendo, caso strano, l'effetto contrario a quello voluto.
Per esperienza possiamo dire che spesso la mentalità Kitsch preclude una mentalità ipocrita e chiusa, che riscontriamo talvolta nella vita di tutti i giorni. Quando si sente dire che tutto va bene, si preferisce spesso restare nel proprio mondo beato senza  aprire gli occhi, anzichè riconoscere i problemi e capire che possono essere affrontati e sconfitti
E' amaro vedere dei dibattiti televisivi che non portano a niente, che delineano solamente uno squallore culturale, è amaro vedere che la divisione fra Nord e Sud mini irrimediabilmente il patriottismo, e porti ad una visione campanilistica del mondo. Si aggiunga poi che gli effetti di quest'ultimo fenomeno sono molti, e che meriterebbero una discussione a parte tanto è largo.
E questo è un discorso da fare preliminarmente, prima di avere un'idea chiara sulla situazione di Lampedusa, della guerra in Libia, e, forse, sulla totalità delle questioni politiche che troppo spesso vengono liquidate con due parole, e non vengono considerate nella loro complessità

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